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C.M. 08/01/1999 n. 13/T1.635 ¦ +-------------------------+---------¦ ¦da 5.001 a 10.000 ¦ 1.157 ¦ +-------------------------+---------¦ ¦da 10.001 a 25.000 ¦ 692 ¦ +------------------------+--------- ¦ ¦da 25.001 a 50.000 ¦ 212 ¦ +-------------------------+-------- ¦ ¦da 50.001 a 100.000 ¦ 90 ¦ +-------------------------+---------¦ ¦con più di 100.000 ¦ 46 ¦ +-------------------------+---------¦ ¦Totale comuni ¦ 8.102 ¦ +-----------------------------------+ Comuni marginali per popolazione ed estensione dei centri abitati Questi comuni, in larga misura ubicati in zone montane, sono caratterizzati da una economia prevalentemente agricola e da dimensioni demografiche spesso al di sotto dei mille abitanti. Le costruzioni sono in genere sparse sul territorio o raggruppate in piccolissime frazioni. Anche il capoluogo, di norma, è costituito da un centro abitato di limitata estensione e dotato solo dei servizi essenziali di prima necessità. In queste zone, di norma, i valori delle costruzioni site nel capoluogo o nelle frazioni non si discostano significativamente da quelle ubicate nel restante territorio comunale. In questa ipotesi è facile verificare come una sola microzona possa ricomprendere tutta la scala dei valori/redditi presenti sul territorio comunale, con riferimento alla destinazione prevalente. Di norma, questi comuni sono compresi, insieme ad altri contigui di similari caratteristiche ambientali e socio-economiche, in una medesima zona censuaria. Comuni con popolazione ed estensione dei centri abitati di limitata entità Di norma, per i comuni con popolazione e centro, ovvero centri abitati, di limitata entità (corrispondenti, di larga massima, ai comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti), occorre in via preliminare verificare la necessità o l'opportunità di procedere all'articolazione stessa del territorio comunale in microzone. Nell'ipotesi in cui dalle analisi esperite emerga che le differenziazioni del patrimonio edilizio, per fattori ambientali, urbanistici e socioeconomici, ecc. determinano range di valori immobiliari coerenti con quelli previsti dal regolamento per la singola microzona (cfr par. 5.2), viene meno la stretta esigenza di articolare il territorio comunale in più microzone. fig.9. Nell'ipotesi opposta, a titolo meramente esemplificativo, è possibile prefigurare per un comune medio-piccolo, appartenente a questa classe, un'articolazione del territorio comunale in almeno tre microzone, come rappresentato schematicamente nella fig.9. La prima microzona, di maggiore pregio, è costituita dal centro abitato del capoluogo; la seconda microzona individua una zona di espansione del capoluogo; la terza microzona rappresenta il patrimonio edilizio presente nella zona residuale (a prevalente vocazione agricola). Qualora consistenti, i centri abitati delle frazioni possono costituire microzone autonome, trattandosi di ambiti territoriali non contigui. In entrambe le ipotesi, anche i comuni di questa classe, raggruppati in base all'omogeneità dei caratteri ambientali e socio-economici, costituiscono di norma zone censuarie sovracomunali. Comuni con popolazione ed estensione dei centri abitati di media entità Queste condizioni si riscontrano nei comuni di media consistenza di popolazione ed estensione territoriale, ovvero anche di limitata estensione, ma variamente articolati per vocazione turisticoricettiva (culturale-artistica, marina, montana, ecc.) o per circostanze diverse. In questi casi è evidente che poche microzone, quali ad esempio quelle di cui al paragrafo precedente, potrebbero non essere sufficienti per individuare rispettivamente il centro abitato del capoluogo, le frazioni ed il territorio residuo. Infatti, in un comune di media estensione, potranno di norma essere distintamente individuate le seguenti zone: - centro storico; - zona centrale; - zona semicentrale; -zona periferica; -zona artigianale-industriale; -zona rurale. Ciascuna delle suddette zone potrebbe inoltre richiedere una ulteriore articolazione. Spesso anche ambiti territoriali ristretti possono essere caratterizzati da qualità urbana (livello dei servizi, infrastrutture, ecc.) ed edilizia (tipologia, ecc.) anche significativamente diverse, per cui il range di valori previsto per una microzona potrebbe non essere sufficiente ad apprezzare in modo corretto l'intero ventaglio dei valori di fatto riscontrabili sul territorio. In questi casi è, quindi, necessario articolare ulteriormente il territorio per la definizione di microzone con ambiti più ristretti. La stessa metodologia è applicabile anche ai centri abitati delle frazioni, che talora possono presentare valori (redditi) immobiliari anche superiori a quelli del capoluogo (ad esempio nelle zone di spiccato interesse turistico). I comuni di maggiore rilevanza possono costituire un'unica zona censuaria. - Comuni con rilevanti agglomerati urbani e metropolitani I comuni ovvero gli agglomerati metropolitani appartenenti a questa classe costituiscono, di norma, autonome zone censuarie. Peraltro come si rileva anche dalla precedente revisione delle tariffe d'estimo, in considerazione della vastità del territorio e dalla entità della popolazione residente, è necessario procedere ad un'indagine preliminare mirata e verificare l'opportunità di una eventuale opzione da considerare comunque eccezionale - a favore dell'articolazione del territorio comunale in due o più zone censuarie. Successivamente, per l'intero comune (ove coincidente con un'unica zona censuaria) ovvero per ciascuna delle zone censuarie eventualmente costituite, si opererà in base al percorso logico e metodologico per la formazione delle microzone, indicato nel paragrafo precedente. 5.5. Esecuzione delle operazioni Operazioni preliminari Gli uffici provinciali del Dipartimento del territorio, a completamento delle conferenze di servizi istruttorie previste al paragrafo 4.2, provvedono a fornire in forma gratuita a ciascun comune quanto di seguito elencato, nonchè tutti gli altri elementi eventualmente disponibili in sede locale ed utili al raggiungimento delle finalità perseguite: 1) la cartografia costituita dal quadro (o dai quadri) di unione dei fogli di mappa relativo al comune, ovvero altra cartografia sostitutiva adatta allo scopo. Sui fogli è apposta una specifica indicazione per attestare che so- C.M. 08/01/1999 n.13/T – Istruzioni tecniche per la definizione delle zone censuarie e delle microzone. no stati rilasciati ai fini della formazione delle microzone e che devono es- sere allegati alla documentazione da trasmettere all'ufficio del territorio, unitamente alla deliberazione comunale (art. 1, comma 3). 2) le perimetrazioni delle zone a diverso apprezzamento, operate dall'ufficio ai fini del classamento automatico effettuato con la procedura DOCFA, attraverso un prospetto indicativo delle zone, dei fogli che le compongono, dei dati di classamento ordinario per le varie categorie ed eventuali elaborati grafici; 3) la procedura informatica MICROCOM, appositamente predisposta dal Dipartimento del territorio per l'uniforme registrazione da parte dei comuni delle informazioni relative alle microzone e per la loro rapida elaborazione con modalità informatiche. Alla stessa è associato uno specifico archivio dati per ogni comune, utilizzabile per produrre prospetti statistici sulla natura e sul numero delle unità immobiliari presenti in ciascun foglio catastale. Le statistiche principali riguardano il numero di unità (distinte per categoria, con riferimento al nuovo quadro di qualificazione, e per categoria e classe, con riferimento all'attuale quadro di qualificazione), la consistenza media delle unità immobiliari per ciascuna categoria attuale, e la rendita catastale media per unità di consistenza (derivante dal rapporto tra la sommatoria delle rendite per ciascuna categoria e la relativa sommatoria delle consistenze). La procedura in esame consente altresì l'effettuazione di alcuni controlli dei dati acquisiti e la produzione di statistiche delle unità immobiliari in relazione alle microzone formate; 4) i dati dell'osservatorio dei valori immobiliari relativi al comune, ove disponibili. Inoltre, limitatamente ai casi di intervenuta intesa tra il comune ed il competente ufficio del territorio, in merito alla necessità di provvedere alla suddivisione di fogli di mappa, saranno forniti, in esenzione dagli oneri previsti, anche la copia di questi ultimi (su supporto cartaceo o informatico), con le modalità indicate al paragrafo precedente per il quadro ovvero i quadri di unione dei fogli del comune. Negli allegati 3 e 4 sono rispettivamente riportati indicazioni per la uniforme denominazione delle microzone ed esemplificazioni delle schede della procedura MICROCOM per la registrazione delle caratteristiche delle microzone e per la produzione delle suddette. Com'è noto, ai sensi dell'art. 3, comma 154 della legge n. 662 del 1996 e del regolamento, oggetto della presente istruzione, i comuni devono provvedere, entro il termine del 27 febbraio 1999, alla formazione delle micro- zone catastali; l'intervento dei comuni è da rapportare, sul piano funzionale, soprattutto alla puntuale conoscenza degli aspetti qualitativi e quantitativi urbani da parte delle amministrazioni locali, e sul piano generale, alla volontà del legislatore di attribuire un ruolo attivo alle suddette amministrazioni nel processo revisionale in esame. Nell'ipotesi di mancato adempimento da parte dei comuni, gli uffici periferici competenti territorialmente - ai sensi dell'art. 2, comma 4 del regolamento - sono tenuti a provvedere, in sede surrogatoria, alla microzonazione dei territori comunali. In ogni caso, gli uffici provinciali, su richiesta dei comuni preliminarmente alle deliberazioni dei rispettivi consigli comunali, sono tenuti ad esprimere un parere sugli elaborati di microzonazione dagli stessi definiti, così come previsto dal regolamento (art. 2, comma 3). Il parere è inerente principal- mente alla coerenza delle proposte del comune con la disciplina legislativa e regolamentare, in materia di revisione delle zone censuarie, formazione delle microzone e segnatamente per quanto concerne la eventuale articolazione dei fogli di mappa catastale. Inoltre, i suddetti uffici, in caso di adempimento da parte dei comuni, possono formulare osservazioni alla competente commissione censuaria provinciale (comma 6, art. 2, del regolamento) relativamente alla violazione dei criteri definiti nell'art. 2 del regolamento e nelle norme tecniche riportate nell'allegato A dello stesso regolamento. Al riguardo, è appena il caso di sottolineare come le azioni informative ed i rapporti collaborativi con i comuni si configurano pregiudiziali non solo per assicurare la richiesta uniformità alle operazioni di zonizzazione e conseguentemente la riduzione dell'area di contenzioso presso le commissioni censuarie provinciali, ma anche per predisporre una sollecita attività surrogatoria, nei casi di mancato rispetto temporale della previsione normativa da parte dei comuni medesimi. Elaborati per l'individuazione delle microzone Gli elaborati necessari alla definizione delle microzone sono costituiti da: - grafici individuativi dei perimetri delle microzone, con riferimento alle mappe catastali, riportati sui quadri di unione di cui al punto 1) del precedente paragrafo ed eventual- mente sui fogli di mappa di cui al punto 4) dello stesso paragrafo; - schede descrittive di ciascuna microzona su supporto informatico (predisposte con l'ausilio della procedura MICROCOM) riportanti gli elementi sottoindicati a) l'identificativo numerico b) la descrizione territoriale (denominazione della microzona che tenga conto dell'ubicazione e dalla natura del territorio) c) l'elenco dei fogli della mappa compresi nel perimetro della microzona, con l'identificativo riportato nella banca dati censuaria del catasto edilizio urbano. A tale proposito si precisa che la formazione delle microzone deve interessare l'intero territorio comunale e, pertanto, deve essere estesa anche ad aree non edificabili o non edificate, andando ad interessare quindi anche fogli catastali non presenti nel data base del catasto urbano. In caso di corrispondenza tra la numerazione dei fogli di mappa del catasto terreni ed urbano, detto elenco sarà implementato con i soli fogli della mappa del catasto dei terreni compresi nel perimetro della micro- zona ed assenti dalla banca dati del catasto edilizio urbano. Nell'ipotesi opposta, dovrà essere fornito anche l'elenco completo dei fogli di map- pa di catasto terreni che individuano la microzona, con l'individuazione dei corrispondenti fogli presenti nel catasto urbano |
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